Google Core Update: che cos’è cambiato in SERP?

Google Core Update: che cos’è cambiato in SERP?

Il primo di agosto Google ha lanciato un aggiornamento che ha letteralmente sconvolto le SERP, in particolare quelle di alcuni settori, come quello medico.
Alcuni siti seri con contenuti di valore sono stati penalizzati mentre altri, inspiegabilmente, sono cresciuti moltissimo.
Anche se non è semplice, cerchiamo di capire meglio che cosa è avvenuto e che cosa è importante fare per tutelarsi da eventuali penalizzazioni future.

Come ogni aggiornamento sono necessari alcuni giorni perché il rollover sia completo e dunque per avere un quadro completo degli sconvolgimenti provocati si è dovuto attendere l’8 agosto.
Si è trattato di un core update, ovvero di un aggiornamento che ha interessato l’algoritmo principale. Gli ambiti più colpiti sono stati quello medico- scientifico e quello della salute e del benessere e per questo motivo infatti è stato ribattezzato “medical update”. I più coinvolti sono stati infatti i siti di ambito medico e i siti YMYL “Your money, your life”, siti dedicati appunto a transazioni monetarie o a tutti gli aspetti che riguardano la vita ed il benessere delle persone.

Torniamo all’8 agosto. Dopo quella data vedere grafici discendenti su SEO Zoom è diventato la normalità. Portali autorevoli e con migliaia di ricerche hanno visto volumi e keyword posizionate ridursi sensibilmente nonostante avessero operato molto bene da quando sono presenti sul Web.
Indubbiamente qualche piccola imperfezione si può trovare anche nei siti migliori, ma nulla che possa neanche far lontanamente presagire un calo di questo tipo.

Questo è solo uno dei tanti esempi di drastico calo causati dall’aggiornamento, ma se ne potrebbero fare molti altri. La cosa più sconvolgente è che in molti casi si tratta di siti e portali seri e autorevoli che hanno svolto un buon lavoro sul Web.

Purtroppo è difficile individuare con precisione quali siano stati i fattori che hanno scatenato questa penalizzazione che ha colpito anche molti siti autorevoli, ma ciò che si può fare indubbiamente è prendere delle contromisure che siano in grado di fornire una valida alternativa nel caso in cui il proprio sito venga penalizzato. 

Diversificare la propria presenza su Google: la strategia vincente

 

In fondo quando si parla di Google vale il medesimo principio degli investimenti finanziari. La prima cosa che ci spiegano quando ci rechiamo in banca per fare un investimento è di fare investimenti diversificati. Agire in questo modo infatti consente di evitare di correre il rischio di perdere tutto qualora un singolo investimento dovesse andare male.

 

Il mercato non segue un andamento lineare e non si può prevedere con certezza come andranno le cose e per questo motivo è bene suddividere il denaro che si sceglie di investire.
Per quanto uno cerchi di scegliere gli investimenti giusti e non faccia investimenti ad alto rischio infatti l’eventualità di perdere del denaro è concreta.

Lo stesso si potrebbe dire in generale del Marketing. Utilizzare più canali per promuoversi è il modo migliore per arrivare a più persone e soprattutto per tutelarsi nel caso in cui un canale non dovesse funzionare o dovesse funzionare meno bene per qualche contingenza esterna. Tanti pilastri per avere una casa solida capace di resistere a tutte le evenienze.

E come per il Marketing, lo stesso discorso si deve fare anche in relazione a Google.

La propria presenza su Google deve essere diversificata. Un solo sito non basta a fronteggiare in modo efficace tutti gli aggiornamenti dell’algoritmo e di conseguenza un’eventuale penalizzazione che può portare ad ingenti danni in termini di visibilità e conseguentemente a danni anche economici.

Come fare concretamente a tutelarsi in vista dei futuri aggiornamenti?

Ad esempio, una soluzione potrebbe essere quella di separare le chiavi informazionali da quelle transazionali. Le prime ad esempio potrebbero essere trattate in un blog separato dal sito o in un mini-sito satellite dedicato.

Suddividere le chiavi in questo modo infatti consente di avere una valida alternativa nel caso in cui uno dei due siti venisse penalizzato. Trattandosi infatti di siti improntati su chiavi diverse, alla caduta di uno potrebbe sopperire la crescita dell’altro e dunque gli aggiornamenti potrebbero avere risultati meno “catastrofici” se non avere addirittura un esito positivo. 

Al netto di ipotesi e supposizioni sui motivi delle penalizzazioni, questa dunque è l’unica risposta concreta ed efficace per essere pronti a superare con successo gli aggiornamenti futuri.


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