Accessibilità web 

Negli ultimi mesi online si è scatenata una vera e propria corsa all’accessibilità web. Molti imprenditori ricevono pubblicità ingannevoli che promettono di “rendere il sito accessibile con un semplice plugin” o che spingono a rifare completamente il sito da zero. Il risultato? Tanta confusione e pochi dati concreti su cosa richiede davvero la legge.

La verità è molto diversa da quella raccontata in queste campagne: la normativa accessibilità siti web stabilisce requisiti precisi per il codice del sito e non accetta scorciatoie facili. Un plugin può aiutare l’utente finale, ma non è sufficiente per rispettare gli obblighi legali. Allo stesso tempo, rifare subito il sito può rappresentare un investimento enorme e spesso non necessario nel breve termine.

Noi di SEO Business crediamo in una strategia pragmatica e trasparente per le aziende. Non vendiamo soluzioni “magiche” o allarmismi: aiutiamo i nostri clienti a rispettare subito la legge, risparmiando risorse, e a pianificare un adeguamento dei siti web solo se e quando sarà davvero richiesto.

In questa guida chiariamo cosa significa accessibilità web, quali sono gli obblighi per le aziende, le scadenze da rispettare e la nostra soluzione in 3 passi per proteggerti legalmente senza spese inutili.

 

 


 

Cos’è l’accessibilità: la vera definizione (oltre i falsi miti)

 

Cosa significa accessibilità web

Quando parliamo di accessibilità web, intendiamo la capacità di un sito internet di essere fruibile da tutti, comprese le persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. Un sito accessibile è progettato in modo che ogni utente, indipendentemente dalle proprie capacità, possa navigare senza ostacoli.

L’accessibilità siti web è diventata un tema centrale in Italia grazie alla normativa europea e nazionale, che impone alle aziende di garantire servizi digitali inclusivi. Ma attenzione: molti credono che basti aggiungere un plugin per essere in regola. La realtà è molto diversa.

 


 

Accessibilità e usabilità: non sono la stessa cosa

Spesso si fa confusione tra usabilità e accessibilità.

  • Usabilità significa che un sito è facile e piacevole da usare per la maggior parte delle persone.
  • Accessibilità significa che anche utenti con disabilità possono accedere ai contenuti e ai servizi digitali.

Un sito può essere usabile ma non accessibile. Ad esempio, un e-commerce potrebbe funzionare perfettamente per un utente normodotato, ma risultare inutilizzabile per chi naviga solo con la tastiera o utilizza un lettore di schermo.

La normativa italiana e europea sull’accessibilità

La normativa accessibilità siti web stabilisce che l’accessibilità non è più un’opzione, ma un obbligo.
Con il D.Lgs. 82/2022, che recepisce la Direttiva Europea 2019/882 (European Accessibility Act), le aziende devono garantire che i loro siti e app siano progettati e realizzati secondo precisi requisiti tecnici.

L’accessibilità siti web 2025 segna l’inizio di una nuova era digitale: dal 28 giugno 2025 sarà obbligatorio presentare la dichiarazione di accessibilità, mentre dal 2030 tutti i siti dovranno essere pienamente conformi.

 

 


 

Disabilità: le 4 categorie considerate dalla normativa

Perché parlare di disabilità è fondamentale per l’accessibilità web

Quando si parla di accessibilità siti web, spesso ci si concentra solo sugli aspetti tecnici o legali. Ma al centro di tutto ci sono le persone: milioni di utenti che, a causa di disabilità temporanee o permanenti, incontrano ogni giorno barriere digitali.

La normativa accessibilità siti web richiede di progettare e sviluppare servizi digitali che siano fruibili da tutti, senza esclusioni. Per capire meglio questo obbligo, dobbiamo analizzare le 4 grandi categorie di disabilità considerate dalla legge.

La normativa europea (EAA) e la norma tecnica EN 301 549 riconoscono l’esistenza di quattro principali tipologie di disabilità, e specificano perché è fondamentale adeguarsi per ciascuna:

 

Tipo di disabilità Caratteristiche principali
Fisiche / Motorie Difficoltà a usare mouse o touch; necessità di navigare con la tastiera.
Sensoriali – visive Persone cieche o ipovedenti; utilizzano lettori di schermo, alt text.
Sensoriali – uditive Persone sorde o con difficoltà uditive; richiedono sottotitoli o trascrizioni.
Mentali / Intellettive / Cognitive Difficoltà a comprendere testi complessi, richiede linguaggio chiaro e layout semplice.

 

 

1. Disabilità visive

Le persone cieche o ipovedenti utilizzano strumenti come i lettori di schermo per navigare. Se un sito non ha testi alternativi alle immagini o una struttura semantica corretta, queste persone non possono accedere ai contenuti.

Esempio pratico: un pulsante “Acquista ora” privo di etichetta testuale è invisibile per un lettore di schermo, rendendo impossibile completare un ordine.

➡️ È qui che l’accessibilità sito web diventa cruciale: garantire che ogni elemento sia leggibile da tecnologie assistive.

 

2. Disabilità uditive

Gli utenti con sordità o ipoacusia incontrano barriere quando i contenuti audio o video non hanno sottotitoli o trascrizioni.

Esempio pratico: un tutorial video senza sottotitoli esclude totalmente chi non può sentire.

➡️ La normativa europea e italiana impone che i contenuti multimediali siano accessibili anche a chi non può usufruire dell’audio.

 

3. Disabilità motorie

Chi ha difficoltà motorie può non riuscire a usare un mouse o un touch screen. Queste persone navigano spesso solo con la tastiera o dispositivi alternativi.

Esempio pratico: un modulo di contatto che non permette di passare da un campo all’altro con il tasto “Tab” è una barriera insormontabile.

➡️ L’accessibilità web richiede che tutte le funzionalità siano fruibili anche senza mouse.

 

4. Disabilità cognitive

Chi ha difficoltà di memoria, attenzione o comprensione può perdersi in interfacce complesse o in testi poco chiari.

Esempio pratico: un sito con linguaggio tecnico e istruzioni poco intuitive può risultare inaccessibile per utenti con disturbi cognitivi.

➡️ Un buon adeguamento dei siti web prevede interfacce semplici, testi chiari e un flusso logico.

 

L’accessibilità per tutti è un obbligo di legge

Rendere un sito accessibile significa abbattere queste barriere digitali.
Non si tratta solo di una scelta etica, ma di un obbligo normativo che interessa sempre più aziende.

Un accessibilità sito web ben progettata evita discriminazioni e apre le porte a milioni di utenti che oggi restano esclusi.

Nel 2023, circa il 27 % della popolazione europea (oltre 101 milioni di adulti UE) ha dichiarato di avere una limitazione duratura nelle attività quotidiane.

In Italia, sono circa 3,1 milioni di persone (il 5,2 % della popolazione) che vivono con disabilità, una quota destinata a salire con l’invecchiamento demografico.

 

Fonti : https://www.disabili.com/

 

 


 

Aziende soggette all’obbligo: ecco chi deve adeguarsi (e chi no)

Accessibilità web: vale anche per le piccole imprese?

Molti imprenditori si chiedono: “Ma se sono una piccola azienda, devo davvero adeguare il sito alle regole di accessibilità?”

La risposta è dipende. La normativa europea e italiana usa due criteri precisi per stabilire chi rientra nell’obbligo:

  • 📊 Numero di dipendenti: 10 o più.
  • 💶 Fatturato annuo: superiore a 2 milioni di euro.

➡️ Se la tua azienda supera anche solo uno di questi due limiti, sei obbligato a rispettare la normativa.

Obbligo per aziende che superano i limiti

 

Criterio Obbligo
📈 Più di 10 dipendenti
💸 Fatturato superiore a 2 milioni €/anno

 

Queste aziende devono:

  1. Dal 2025 redigere la dichiarazione di accessibilità del sito.
  2. Entro il 2030 adeguare tecnicamente il sito per rispettare i requisiti di accessibilità.

E le microimprese?

 

Criterio Obbligo
👩‍💻 Meno di 10 dipendenti Esenzione parziale
💶 Fatturato inferiore a 2 milioni €/anno Esenzione parziale

 

Le microimprese, per ora, possono essere esentate dall’adeguamento tecnico, ma attenzione:

  • L’esenzione potrebbe decadere in futuro o in caso di servizi online particolari.

 

 


 

Servizi digitali soggetti all’obbligo: quali devono essere accessibili

Non solo siti web: l’accessibilità riguarda tutti i servizi digitali

Molti imprenditori pensano che l’obbligo di accessibilità si applichi solo ai siti istituzionali o alle grandi piattaforme pubbliche. La realtà è molto diversa: la normativa accessibilità siti web coinvolge tutti i servizi digitali rivolti al pubblico.

Questo significa che se offri contenuti o funzionalità online ai tuoi clienti, devi garantire che siano fruibili anche da persone con disabilità.

 

📱 Quali servizi rientrano nell’obbligo

Ecco un elenco chiaro dei servizi digitali che devono rispettare i requisiti di accessibilità:

 

Siti web aziendali

  • Qualsiasi sito che fornisce informazioni, consente prenotazioni o interazioni.
  • ➡️ L’obbligo accessibilità siti internet si applica anche ai siti “vetrina” se hanno form di contatto o aree riservate.

 

E-commerce e portali di vendita online

  • Shop online, marketplace e piattaforme di pagamento.
  • ➡️ Tutti gli step di acquisto devono essere navigabili senza barriere.

 

Applicazioni mobile

  • App per servizi bancari, prenotazioni, delivery, e-learning.
  • ➡️ Anche le app devono rispettare i criteri di accessibilità web previsti dalla normativa.

 

Portali clienti e aree riservate

  • Spazi in cui gli utenti accedono con login per gestire ordini, fatture o dati personali.
  • ➡️ Questi rientrano pienamente nei servizi digitali con l’obbligo di accessibilità.

 

Documenti digitali (PDF, moduli online)

  • Qualsiasi documento scaricabile deve essere accessibile per screen reader e tecnologie assistive.

 


 

Requisiti tecnici: cosa significa rendere un sito davvero accessibile

Accessibilità web: non è solo questione di “bellezza”

Quando parliamo di accessibilità, molti pensano che basti avere un sito ben fatto, con un bel design e testi leggibili per tutti. Ma la verità è un’altra: la legge richiede che un sito sia costruito rispettando regole tecniche ben precise, pensate per permettere anche a chi ha una disabilità di navigare senza ostacoli.

 

➡️ Questi requisiti sono stabiliti da standard internazionali come le WCAG 2.1 (Web Content Accessibility Guidelines) e la norma europea EN 301 549, recepiti dalla normativa italiana.

I tre livelli di accessibilità: A, AA e AAA

Per capire meglio, immaginiamo la conformità come un percorso a tre gradini.

 

Livello Descrizione Esempi di requisiti Obbligo legale
A Livello base: rimuove le barriere più gravi per consentire un accesso minimo alle persone con disabilità. – Etichette testuali per pulsanti e link
– Contenuti leggibili dai lettori di schermo.
❌ Non sufficiente
✅✅ AA Livello intermedio: garantisce un’esperienza accessibile alla maggior parte degli utenti. – Contrasti cromatici adeguati
– Navigazione completa da tastiera
– Sottotitoli per i video.
✅ Richiesto per legge
✅✅✅ AAA Livello avanzato: offre la massima inclusione per utenti con esigenze particolari. – Linguaggio semplificato per difficoltà cognitive
– Traduzione in lingua dei segni per contenuti video.
❌ Non obbligatorio

 

✅ Livello A: il requisito minimo

Il Livello A è la base. Significa che il sito non presenta le barriere più gravi che impedirebbero del tutto l’accesso alle persone con disabilità.

Esempio concreto:

  • Un utente cieco che utilizza un lettore di schermo deve poter sapere che c’è un pulsante “Invia” su un modulo di contatto. Se il pulsante non ha un’etichetta testuale nel codice, il lettore lo ignorerà completamente.

➡️ Il livello A elimina questi errori “critici” che renderebbero il sito del tutto inutilizzabile.

✅✅ Livello AA: lo standard legale

Il Livello AA è lo standard richiesto per legge in Italia e in Europa. Qui si va oltre le barriere più evidenti e si lavora per migliorare significativamente l’esperienza di tutti gli utenti.

Cosa significa in pratica?

  • I colori di testo e sfondo devono avere un contrasto sufficiente per essere leggibili anche da chi ha problemi visivi come il daltonismo.
  • Tutti i contenuti devono essere accessibili con la sola tastiera, senza obbligare l’uso del mouse.
  • Video e audio devono avere sottotitoli o trascrizioni per chi non sente.

Esempio concreto:
Un e-commerce che non consente di navigare tra i prodotti con il tasto “Tab” costringe una persona con disabilità motoria a dipendere da un mouse che non può usare. Questo è inaccettabile per il livello AA.

➡️ Rispettare il livello AA significa che il sito è utilizzabile dalla stragrande maggioranza degli utenti, compresi quelli con disabilità.

✅✅✅ Livello AAA: l’eccellenza

Il Livello AAA è il top, ma non è obbligatorio per legge. Raggiungerlo significa offrire un’esperienza inclusiva anche per esigenze molto particolari.

Esempio concreto:

  • Fornire linguaggio semplificato per utenti con difficoltà cognitive.
  • Offrire linguaggio dei segni nei video per persone sorde che non conoscono la lingua scritta.

➡️ Livello AAA è un obiettivo ambizioso, consigliato solo per portali istituzionali o aziende che vogliono diventare un riferimento in termini di inclusività.

Perché non basta un plugin?

Molti imprenditori credono che installare un plugin di accessibilità possa risolvere il problema. Ma la realtà è diversa: i requisiti tecnici devono essere implementati nel codice stesso del sito.

Un plugin può aggiungere scorciatoie o miglioramenti superficiali, ma non può modificare la struttura di base del sito per rispettare le WCAG 2.1.

Adeguarsi ai requisiti: una scelta legale e strategica

Rispettare il livello AA non è solo un obbligo normativo, è anche una scelta che porta vantaggi concreti:

  • Eviti sanzioni e segnalazioni da parte di utenti o autorità.
  • Migliori la reputazione del tuo brand, dimostrando attenzione all’inclusione.
  • Ottimizzi il sito anche per la SEO, perché Google premia i siti accessibili.

 

 


 

Normativa: AGID e direttiva europea a confronto

Cosa dice davvero la legge sull’accessibilità web

In questo momento, molti imprenditori sono bombardati da messaggi fuorvianti: alcuni dicono che basta un plugin per essere in regola, altri che occorre rifare completamente il sito. Ma cosa richiede esattamente la normativa accessibilità siti web?

La risposta è più semplice di quanto sembri: in Italia abbiamo una legge nazionale che recepisce una direttiva europea e un ente tecnico che ne spiega l’applicazione.

🇪🇺 La direttiva europea (UE 2019/882)

La Direttiva (UE) 2019/882, conosciuta anche come European Accessibility Act, è la norma comunitaria che stabilisce:

“I prodotti e i servizi digitali devono essere progettati per essere accessibili alle persone con disabilità già in fase di sviluppo, oppure adattati successivamente in modo efficace.”

In altre parole, l’accessibilità non può essere un’aggiunta superficiale: deve essere integrata nel codice sorgente e garantita per tutti.

➡️ La direttiva impone agli Stati membri di assicurare che i servizi digitali, inclusi i siti web e le app, siano pienamente accessibili entro il 2030.

Documenti utili 

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32019L0882

🇮🇹 Il decreto italiano (D.Lgs. 82/2022)

In Italia, la direttiva UE è stata recepita attraverso il Decreto Legislativo 82/2022, che stabilisce i seguenti obblighi:

  • 🗓 Entro il 28 giugno 2025 le aziende devono pubblicare una dichiarazione di accessibilità, indicando lo stato del proprio sito e le eventuali non conformità.
  • 🗓 Dal 2030 tutti i siti e servizi digitali dovranno rispettare i requisiti tecnici indicati negli standard WCAG 2.1 livello AA.

➡️ Questo significa che oggi puoi già essere conforme alla legge anche se il tuo sito non è ancora tecnicamente accessibile, a patto di aver redatto la dichiarazione ufficiale.

Documenti utili 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/07/01/22G00089/SG

Il ruolo dell’AGID per l’accessibilità dei siti web

L’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) è l’ente italiano incaricato di:

  • Definire le linee guida operative per l’accessibilità web.
  • Controllare il rispetto della normativa da parte delle aziende e delle PA.
  • Gestire le verifiche e le segnalazioni da parte degli utenti.

➡️ Le linee guida AGID confermano che i plugin di accessibilità non sostituiscono l’adeguamento tecnico del sito. I requisiti devono essere implementati direttamente nel codice.

Normativa chiara, ma attenzione alle interpretazioni

Molti strumenti online promettono “accessibilità immediata” installando un componente aggiuntivo sul sito.
La legge italiana ed europea, invece, richiede un adeguamento tecnico reale e misurabile.

➡️ Noi di SEO Business abbiamo scelto di proporre un approccio trasparente: aiutiamo subito le aziende a redigere la dichiarazione di accessibilità, evitando false sicurezze e investimenti inutili.

 


 

Dichiarazione di accessibilità: il primo passo per essere in regola

Cos’è la dichiarazione di accessibilità

Molti imprenditori pensano che l’obbligo di accessibilità inizi solo nel 2030. In realtà, già dal 28 giugno 2025 sarà obbligatorio redigere e pubblicare una dichiarazione di accessibilità per il proprio sito web o app.

➡️ La dichiarazione di accessibilità è un documento ufficiale in cui l’azienda comunica lo stato attuale di accessibilità del proprio servizio digitale.

Può indicare:
✅ Se il sito è pienamente conforme agli standard tecnici.
✅ Se il sito presenta delle non conformità e quali sono.
✅ Quali azioni l’azienda prevede di intraprendere per adeguarsi.

Perché la dichiarazione è così importante

La normativa accessibilità siti web prevede controlli e sanzioni per le aziende che non pubblicano la dichiarazione entro la scadenza.
➡️ Anche se il tuo sito oggi non è completamente accessibile, la dichiarazione ti permette di metterti in regola e di evitare multe o segnalazioni da parte degli utenti.

In pratica, senza la dichiarazione rischi di non essere compliant con la legge già a partire dal 2025.

SEO Business e lo studio legale partner: un approccio concreto e strategico

Noi di SEO Business aiutiamo le aziende a mettersi in regola con la normativa sull’accessibilità digitale in modo intelligente e sostenibile.

👉 Il nostro ruolo è quello di consulente strategico: analizziamo il tuo sito per capire se e come rientri negli obblighi di legge e definiamo insieme una roadmap pragmatica.
👉 Lo studio legale partner si occupa della parte normativa: redige e pubblica per tuo conto la dichiarazione di non accessibilità, il documento ufficiale che ti consente di rispettare gli obblighi entro il 2025.

➡️ Così sei subito in regola e hai il tempo di valutare con calma se e come adeguare il sito entro il 2030, anche in base a eventuali evoluzioni della legge.

Il nostro metodo in 3 passi per l’adeguamento all’accessibilità

1️⃣ Analisi tecnica del sito: verifichiamo insieme lo stato di accessibilità e la tua posizione rispetto alla normativa.
2️⃣ Redazione della dichiarazione di non accessibilità, affidata al nostro studio legale partner per garantire la piena conformità ai modelli AGID.
3️⃣ Monitoraggio e strategia a lungo termine: ti aiutiamo a decidere se e quando intervenire tecnicamente, evitando spese inutili o interventi prematuri.

 

 


 

Sanzioni: cosa rischia chi non rispetta la normativa sull’accessibilità

Le multe sono reali (e già applicate in Europa)

Molti imprenditori sottovalutano la portata della normativa, pensando che sia un semplice “consiglio” da seguire. La realtà è diversa: dal 2025 scatteranno i controlli e le prime sanzioni per le aziende che non rispettano gli obblighi di legge.

Importi fissi e variabili

Secondo il D.Lgs. 82/2022 (art. 13) e confermato da fonti giuridiche, i soggetti obbligati rischiano una sanzione da 5.000 € a 40.000 € per violazioni degli obblighi di accessibilità 

In caso di inadempienza grave o reiterata, la multa può salire fino a:

  • Il 5% del fatturato annuo dell’azienda


Inoltre, gli utenti potranno segnalare i siti non accessibili direttamente alle autorità competenti, generando un danno di immagine ancora prima delle conseguenze economiche.

 

Criteri che determinano l’ammontare della multa

Le autorità (AGID per servizi digitali, MiMiT per prodotti) valutano:

  • Gravità della violazione: se il sito è completamente inaccessibile o solo parzialmente.
  • Numero di servizi non conformi: comprende siti, app, PDF, ecc.
  • Durata dell’inadempienza: da quanto tempo l’azienda non è conforme.
  • Recidiva o mancata collaborazione: se l’azienda non risponde a richieste di adeguamento

 

Come funzionano i controlli

L’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), insieme alle autorità garanti, sarà incaricata di:

  • Effettuare verifiche a campione sui siti e app.
  • Gestire le segnalazioni da parte degli utenti che non riescono a utilizzare un servizio digitale.
  • Applicare sanzioni amministrative per chi non pubblica la dichiarazione di accessibilità o non rispetta i requisiti entro i termini.

➡️ In pratica, anche un piccolo errore procedurale come la mancata pubblicazione della dichiarazione può comportare una multa.

Perché agire subito ti salva

Redigere la dichiarazione di non accessibilità oggi ti protegge legalmente e ti permette di guadagnare tempo per adeguarti con calma.
➡️ Questo ti mette al riparo da controlli, multe e da eventuali richieste di risarcimento da parte di utenti esclusi dal servizio.

SEO Business e lo studio legale partner ti aiutano a evitare rischi

Non serve rifare subito il sito o spendere migliaia di euro in interventi tecnici.
👉 Con il nostro supporto strategico e legale, puoi:
Redigere la dichiarazione di non accessibilità entro il 2025.
Metterti in regola con la normativa attuale.
Monitorare le evoluzioni legislative per decidere se e quando adeguarti tecnicamente entro il 2030.

 

 


 

Come testare l’accessibilità di un sito web​

Come funziona un test di accessibilità

Molti imprenditori ci chiedono: “Ma come fanno a capire se un sito è conforme o meno alla normativa?”
La risposta è semplice: la verifica avviene tramite test tecnici e funzionali basati sugli standard internazionali WCAG 2.1 e la norma europea EN 301 549.

➡️ Questi test analizzano ogni aspetto del sito per capire se è navigabile da persone con disabilità, valutando sia il codice sorgente che l’esperienza utente.

Cosa viene controllato durante la verifica

Un controllo completo di accessibilità comprende:

Analisi tecnica del codice

  • Verifica di etichette alternative per immagini e pulsanti (alt text).
  • Controllo dei contrasti cromatici per garantire la leggibilità.
  • Test di compatibilità con lettori di schermo e tecnologie assistive.

Test funzionali

  • Navigazione senza mouse per utenti con disabilità motorie.
  • Compilazione di form e interazione con aree riservate.
  • Accesso ai contenuti multimediali con sottotitoli o trascrizioni.

Controllo documentale

  • Verifica di PDF e altri file scaricabili, che devono essere anch’essi accessibili.

Strumenti utilizzati per i test

Le autorità e i consulenti legali utilizzano strumenti automatici e manuali per valutare i siti:

  • Wave Accessibility Tool e axe DevTools: analisi automatica del codice.
  • NVDA o JAWS: lettori di schermo per testare la fruibilità dei contenuti.
  • Color Contrast Analyser: verifica dei contrasti cromatici.
  • Keyboard Only Navigation: test per utenti che non usano il mouse.

➡️ Questo processo assicura che il sito sia conforme ai requisiti tecnici previsti dalla normativa accessibilità siti web.

E se il sito non supera il test?

Se emergono non conformità:
✅ Puoi dichiararle nella dichiarazione di non accessibilità, evitando sanzioni.
✅ Avrai tempo fino al 2030 per intervenire tecnicamente, se la normativa resterà invariata.

➡️ È qui che il nostro supporto diventa cruciale: SEO Business e il nostro studio legale partner ti aiutano a prepararti al meglio per le verifiche.

 

 


 

Date e scadenze: quando agire per non rischiare

Le due tappe fondamentali della normativa

La normativa sull’accessibilità digitale prevede due scadenze principali che ogni azienda deve conoscere per evitare sanzioni e problemi legali.

 

Data Cosa succede Cosa devi fare
📆 28 giugno 2025 Scatta l’obbligo di dichiarazione di accessibilità per tutte le aziende soggette alla normativa. Pubblica la dichiarazione di non accessibilità per metterti subito in regola ed evitare sanzioni.
📆 28 giugno 2030 Termine massimo per l’adeguamento tecnico dei siti e servizi digitali. Adegua il sito agli standard WCAG 2.1 livello AA, solo se la normativa non cambierà nel frattempo.

 

 

28 giugno 2025: pubblicazione della dichiarazione

Dal 28 giugno 2025 tutte le aziende soggette all’obbligo dovranno:

  1. Redigere la dichiarazione di accessibilità, indicando lo stato attuale del sito o dell’app.
  2. Pubblicarla online, utilizzando i modelli ufficiali predisposti dall’AGID.

➡️ Anche se il sito non è ancora accessibile, puoi dichiarare le non conformità per metterti in regola. Questo è il primo step fondamentale per evitare sanzioni.

28 giugno 2030: adeguamento tecnico obbligatorio

Entro il 2030 tutti i siti e servizi digitali soggetti dovranno:

  • Rispettare gli standard tecnici di accessibilità WCAG 2.1 livello AA.
  • Offrire un’esperienza completamente fruibile per persone con disabilità.

➡️ Questo è il termine massimo per adeguarsi a livello tecnico. Dopo questa data non saranno più tollerate dichiarazioni di non conformità.

Come muoversi oggi senza rischiare

La strategia migliore è questa:

1️⃣ 2025: Pubblica la dichiarazione di non accessibilità per rispettare subito la normativa.
2️⃣ Dal 2025 al 2030: Monitora l’evoluzione della legge e decidi se intervenire sul sito, evitando spese inutili se ci saranno modifiche normative.
3️⃣ 2030: Adegua il sito solo se necessario, con la sicurezza di avere agito per tempo.

 

 


 

SEO Business per te: la strategia intelligente

Perché scegliere noi

Oggi sul mercato trovi di tutto: chi ti propone un plugin miracoloso per “rendere il sito accessibile in 5 minuti” e chi ti spinge a rifare completamente la piattaforma per decine di migliaia di euro.

Noi di SEO Business abbiamo scelto un approccio diverso: trasparente, strategico e pensato per proteggere davvero la tua azienda.

Come lavoriamo

Ti aiutiamo subito a metterti in regola redigendo e pubblicando la dichiarazione di non accessibilità, grazie al nostro studio legale partner specializzato in accessibilità digitale.
Ti risparmiamo spese inutili: monitoriamo l’evoluzione normativa per capire se sarà davvero necessario adeguare il sito prima del 2030.
Ti diamo un vantaggio competitivo: se deciderai di rendere il sito accessibile anche per gli utenti, ottimizzeremo insieme usabilità e SEO per migliorare il tuo business online.

 

 


 

Domande frequenti sull’accessibilità digitale

Basta installare un plugin per essere in regola?

No. Un plugin di accessibilità può migliorare l’esperienza utente per persone con disabilità, ma non sostituisce l’adeguamento tecnico richiesto dalla normativa.
👉 La legge italiana e la direttiva europea richiedono che l’accessibilità sia integrata nel codice del sito, non aggiunta come un livello successivo.


 

Cosa succede se non pubblico la dichiarazione entro giugno 2025?

Se non pubblichi la dichiarazione rischi sanzioni amministrative fino a 40.000 €, oltre a segnalazioni da parte degli utenti e controlli da parte di AGID.
👉 Anche dichiarare che il sito non è conforme ti permette di essere in regola e di guadagnare tempo fino al 2030 per eventuali interventi tecnici.

 


 

Cosa succede se un utente con disabilità segnala il mio sito?

La segnalazione arriva all’AGID o alle autorità competenti. Se non hai pubblicato la dichiarazione di accessibilità, rischi un’ispezione e una sanzione amministrativa.
👉 Pubblicando la dichiarazione dimostri di essere trasparente e conforme alla legge, anche se il sito non è ancora tecnicamente accessibile.

 


 

Cosa rischio se aspetto oltre il 2030?

Dopo il 2030 non sarà più possibile dichiarare il sito “non accessibile”: l’adeguamento tecnico diventerà obbligatorio per tutti i soggetti rientranti nella normativa.
👉 Ignorare questo obbligo potrebbe portare a multe salate, danni reputazionali e persino contenziosi legali da parte degli utenti.

 


 

Quanto costa adeguare tecnicamente un sito?

Dipende dalla complessità del sito. In molti casi l’adeguamento tecnico può costare migliaia di euro, soprattutto se il codice attuale non è strutturato per supportare l’accessibilità.
👉 Per questo noi di SEO Business consigliamo di iniziare con la dichiarazione di non accessibilità, risparmiando tempo e denaro in attesa di eventuali evoluzioni normative.

 


 

Posso usare la dichiarazione di non accessibilità come soluzione definitiva?

No. La dichiarazione è un passo temporaneo che ti mette in regola fino al 2030. Dopo quella data, sarà obbligatorio che il sito o l’app siano completamente conformi agli standard tecnici.

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